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Fantini Rubinetteria attualmente è impegnata in due progetti di Corporate Social Responsability, il primo in Burundi e il secondo sul proprio territorio, il comprensorio dei Laghi Maggiore e d’Orta. Ce ne parla Daniela Fantini, amministratore delegato dell’azienda.

 

Cosa accomuna i due progetti di CSR in cui è impegnata l’azienda, il primo in Africa e l’altro sul vostro territorio?

Filo conduttore di entrambi i progetti è l’acqua, elemento che è alla base della nostra attività produttiva: un bene così prezioso che talvolta diamo per scontato, ma che in molti paesi del mondo è di difficile accessibilità, una risorsa che dobbiamo salvaguardare ovunque, perché non è, come molti pensano, un bene infinito del nostro pianeta.

 

Parlaci del progetto in Africa...

“100 Fontane: Fantini for Africa” è il titolo del progetto che stiamo conducendo, dal 2012, in Africa. Si tratta della realizzazione dell’acquedotto in Burundi, nell’area di Masango, una zona isolata e collinare, con difficile accesso all’acqua.

L’approvvigionamento dell’acqua, non sempre potabile, è un compito quotidiano soprattutto del 90% dei bambini di Masango, che percorrono per ore chilometri e chilometri su sentieri impervi per andare a prendere l’acqua, investendo un tempo lungo della loro infanzia che dovrebbe invece essere dedicato ai giochi e all’istruzione. Avere facile accesso allacqua oggi, dopo due anni di lavori, consente loro di frequentare la scuola, con tutte le conseguenze positive che ne deriveranno per il loro futuro.

Da fine 2012 a fine 2014, sono state, infatti, costruite 12 sorgenti di acqua nella roccia, 27 chilometri di acquedotto e più di 100 fontane che portano acqua pulita a circa 25.000 persone a una distanza massima dalle case di 10 minuti a piedi. Il progetto, iniziato con il Rotary Club di Orta San Giulio, continua con l’implementazione del numero delle fontane in zone ancora più lontane per arrivare a 130.

 

Com’è nato il tuo impegno personale e dell’azienda su questo progetto?

Da qualche anno sono coinvolta in prima persona in un’iniziativa umanitaria in Burundi: un’azione di volontariato all’interno di un vasto progetto che il Rotary Club Orta San Giulio sta conducendo da molti anni in quella regione.

A questa mia esperienza personale, emotivamente molto intensa, è seguito il coinvolgimento dell’azienda: ne abbiamo parlato a lungo all’interno e così ha preso forma il progetto 100 FONTANE: FANTINI FOR AFRICA.

Durante il mio secondo viaggio in Burundi, nel gennaio 2012, insieme a Riccardo Conti che dirige Fantini USA, a Walter Zerla, autore delle fotografie, a Franco Piola allora Presidente del Rotary Club Orta San Giulio e al regista Justin Tipping, abbiamo realizzato un video che racconta cosa abbiamo pensato di realizzare e che è stato il punto di partenza per presentare poi ufficialmente il progetto a tutto il mondo che ruota intorno all’azienda, coinvolgendo agenti, clienti, designer ecc. È nata l’idea di legare questo progetto a una iniziativa commerciale che coinvolgesse direttamente i nostri clienti, senza essere una mera richiesta fondi: nel corso del 2013 e 2014 la vendita della serie I Balocchi, icona storica dell’azienda che abbiamo deciso di rieditare, ha contribuito a incrementare il budget che l’azienda aveva originariamente destinato al progetto. Per ogni 10 set installati de I Balocchi, infatti, è stata aggiunta una nuova fontana alle 100 previste dall’azienda.

Si sono impegnati tutti, è stata un’adesione davvero straordinaria e siamo arrivati al numero di 130 fontane!

 

Quali iniziative e risorse avete messo in campo per attivare questa partecipazione allargata e condivisa?

Abbiamo programmato molti eventi di presentazione del progetto negli showroom di nostri clienti in Italia e all’esterno, soprattutto negli Stati Uniti. L’impatto è stato molto forte e ha innescato una specie di ‘reazione a catena’ inaspettata, di donazioni per implementare il progetto originario.

Tant’è che ora, dopo due anni, a conclusione della costruzione delle 100 Fontane previste e delle ulteriori 30 in costruzione con i proventi della vendita della serie rieditata dei rubinetti I Balocchi, stiamo pensando a nuovi progetti da avviare sempre in quell’area, anche in partnership con altre associazioni che hanno obiettivi affini ai nostri, come il Soroptimist dell’Alto Novarese, per realizzare nel prossimo futuro interventi legati all’agricoltura, alla sanità e rivolti in particolar modo alle donne che sono sempre l’anello più debole e su cui grava spesso il sostentamento dell’intera famiglia in queste situazioni di estrema povertà.

 

Qual è l’altro progetto ambientale in atto sul vostro territorio?

“SAILING” (acronimo di Sensor-based Assessment on In Lake processes and water quality –Scientific INvestigation and Growing environmental awarness) è un progetto del CNR di Verbania, finanziato dall’azienda, per il monitoraggio in tempo reale delle acque dei Laghi Maggiore e Orta. Il progetto si sviluppa nell’arco di due anni e si concluderà alla fine del 2015. Con delle speciali sonde appositamente realizzate, la barca Caipirinha Fantini dello skipper e fotografo Walter Zerla naviga sui laghi fornendo in tempo reale dati di analisi al CNR: è il più importante progetto europeo di questo tipo in corso. Abbiamo deciso di sostenere questo progetto per molte ragioni. Da sempre la mia famiglia e la mia azienda sono strettamente legati alla vita del Lago, il Lago d’Orta. Ho vissuto personalmente negli anni scorsi il passaggio dalla condizione del lago batteriologicamente morto, non balneabile, alla sua nuova vita attraverso l’operazione di liming che è stata fatta e che ha restituito il lago al territorio in tutta la sua bellezza e fruibilità.

Con questo progetto, parallelamente al progetto in Burundi, operiamo sul nostro territorio che ci è così caro: è un gesto di affetto e di cura per la nostra terra e per le nostre radici! Monitorare la qualità dell’acqua, farla conoscere aiuta a sensibilizzare maggiormente le persone e a comprendere la necessità di salvaguardarla come un bene prezioso.”

 

Qual è il tuo pensiero sull’impegno sociale delle aziende?

È un dato di fatto che stia crescendo sempre più la sensibilità individuale e collettiva sui temi sociali: la "corporate social responsability" è certamente un tema molto attuale! Credo che non solo come persone, ma anche come aziende si debba oggi investire  in questa direzione. Lo sento, per me e per Fantini, come una sorta di obbligo etico e morale.

 

È un invito a tutte le aziende a seguire l’esempio Fantini?

Sì!

 

"Un obbligo etico quello di investire in CSR: l’esempio Fantini" Intervista a Daniela Fantini

 

 

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