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L’Istituto CNR di Verbania e Walter Zerla insieme a Fantini Rubinetteria hanno firmato il protocollo di intesa per il primo esperimento europeo di monitoraggio costante delle acque del Lago Maggiore nel 2014 e del Lago d’Orta nel 2015. Il progetto si chiama S.A.I.L.I.N.G., Sensor-based Assessment on In Lake processes and water quality – Scientific Investigation and Growing environmental awareness. Finanziare questo progetto è una testimonianza concreta dell’impegno dell’azienda verso l’ambiente per la salvaguardia del proprio territorio.

“Abbiamo deciso di sostenere questo progetto per molte ragioni” racconta Daniela Fantini, amministratore delegato dell’omonima azienda. “Da sempre la mia famiglia e la mia azienda sono strettamente legati alla vita del Lago d’Orta. Ho avuto la consapevolezza di come questo lago sia passato da condizioni di non balneabilità, dovute alla spiccata acidità delle sue acque, ad un risanamento delle condizioni chimico-fisiche e alla graduale ricomparsa di diverse forme di vita, grazie anche all’operazione di liming che ha accelerato la ripresa, restituendo il lago al territorio in tutta la sua bellezza e fruibilità. L’ azienda Fantini è a Pella, sulle sponde del lago. Già da molti anni abbiamo abolito la cromatura per contribuire al risanamento delle acque del lago. Siamo, inoltre, impegnati in un altro progetto sul tema dell’acqua: in Burundi con la costruzione dell’acquedotto per portare l’acqua a chi non ce l’ha; con questo progetto ritorniamo sul nostro territorio che ci è così caro: è un gesto di affetto e di cura per la nostra terra e per le nostre radici! Monitorare le condizioni del lago e farle conoscere aiuta a sensibilizzare maggiormente le persone e a comprendere la necessità di salvaguardare l’acqua in quanto bene prezioso.” Partito lo scorso novembre dalla volontà di Walter Zerla di realizzare un volume fotografico che - eliminando confini nazionali e barriere naturali - potesse rendere al turista uno sguardo unico dal lago verso terra, ora il progetto si pone al servizio della ricerca scientifica.

 Per seguire il progetto: www.walterzerla.com oppure www.facebook.com/walter.zerla

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