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Nel cuore dell’Africa, in Burundi, uno dei paesi più poveri della terra, a Nord, c’è il Comune di Bukinanyana dove si trova la regione di Masango. Qui ci sono le Suore della Congregazione Sorelle della Carità di Novara. Le guida Suor Cellina, da 25 anni in questa terra.

La popolazione locale non ha energia elettrica e il Rotary Club di Orta San Giulio è da tempo impegnato per dare alla gente del posto un futuro migliore: negli anni ha ripristinato una turbina ad acqua che produce e fornisce elettricità al villaggio, ma, soprattutto, ha costruito un ospedale e un orfanotrofio contribuendo a salvare molte vite.

Anche l’azienda Fantini ha voluto dare un proprio contributo, dando vita al progetto 100 Fontane: Fantini For Africa, un significativo esempio di Corporate Social Responsability.

 

“L’iniziativa umanitaria a Masango” dice Daniela Fantini “mi vede impegnata in prima persona da anni. A questa mia esperienza personale è seguito il coinvolgimento dell’azienda. Sono stata catturata dallo spirito della gente del posto che mi ha fatto innamorare di questo paese. Gente che lavora la terra con utensili millenari, gente che riesce a smuovere le rocce con la forza delle braccia.

Nel 2012 abbiamo lanciato il progetto 100 Fontane Fantini for Africa, un’iniziativa il cui fil rouge è quellacqua a noi tanto cara ma vista da una prospettiva diversa dalla nostra abituale: la drammatica assenza di acqua buona e le sue conseguenze tragiche sulla vita quotidiana.”

 

Il terreno impervio e la conformazione dei villaggi con case sparse sulle colline rendono infatti l’accesso all’acqua difficile. Andarla a prendere significa camminare per chilometri, richiede ore ed è un compito affidato ai bambini.

 

“Noi crediamo che, per garantire un futuro migliore a questo paese, i bambini debbano avere il tempo per andare a scuola e per giocare. Per questa ragione Fantini ha promosso la costruzione di fonti di approvigionamento, chilometri di acquedotto e fontane che portino l’acqua potabile, a una distanza massima di una decina di minuti a piedi dalle case”

 

È un progetto complesso e pieno di sfide. La conformazione del terreno rende il trasporto dei materiali difficile, non ci sono infrastrutture e individuare luoghi di allacciamento è stato complicato, per via delle piogge e delle frane.

Per questo abbiamo incaricato della direzione lavori e del coordinamento della manodopera locale un esperto costruttore, Maurizio Ondei, che parla la lingua Kirundi.

 

Grazie a questo progetto tutti, ma soprattutto i bambini, potranno bere, lavarsi, cucinare e allo stesso tempo frequentare la scuola. E un beneficio tangibile sarà la diminuzione delle malattie gastrointestinali, grazie ad una maggiore igiene e alla disponibilità di acqua non contaminata.

L’intenzione era costruire almeno cento fontane. L’obiettivo è stato raggiunto e superato alla fine del 2014 grazie all’entusiasmo e alla partecipazione di tanti, in Italia ed all’estero, grazie all’apporto economico di clienti e agenti Fantini, alla campagna di riedizione della collezione “I Balocchi”, alla grande attenzione della stampa, alle inaspettate donazioni generate dalla generosità di singoli.

Nonostante le notevoli difficoltà logistiche, la carenza di infrastrutture e le avverse condizioni metereologiche, in circa due anni sono state realizzate:
-       12 sorgenti d’acqua che raccolgono acqua dalla roccia;
-       27 chilometri di acquedotto;
-       100 fontane attive;
-       altre 30 fontane sono in fase di ultimazione, grazie alla disponibilità di fondi;

Le fontane portano acqua pulita a un’utenza di circa 25.000 persone. Ogni fontana ha oggi un numero, un nome e un responsabile della comunità di Masango, designato ad averne cura e ad occuparsi della sua manutenzione.

 

“Al di là dei risultati” conclude Daniela Fantini “100 Fontane è stata un’avventura straordinaria dal punto di vista umano per tutti noi. Per il prossimo futuro si apre un potenziale vasto scenario di possibili progetti da attuare per consolidare e implementare gli effetti positivi. Ci stiamo lavorando!”

 

Il percorso, le sensazione vissute e l’attualità sono raccontati in un filmato realizzato dal regista catalano Nilo Mur Zimmerman.

 

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