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La cultura del progetto e il legame tra committente illuminato e creativo libero: questo il tema del convegno tenutosi a Genova, a Palazzo Ducale, il 13 gennaio a conclusione della mostra “Ettore Veruggio, professione: creativo”.  

Grafico, arredatore, architetto, un po’ pittore e un po’ scrittore, Ettore Veruggio, genovese, classe 1925, è stata una figura di spicco della grafica italiana, ma non solo: un creativo a tutto tondo, tra i maggiori pubblicitari italiani degli anni Sessanta e Settanta, uno dei precursori delle tecniche di infografica. Personalità eclettica e multiforme, Veruggio ha declinato sempre uno stile moderno e raffinato. Ricerca e sperimentazione hanno sempre caratterizzato il suo lavoro, che ha spaziato dalla comunicazione all’architettura, con un ‘fil rouge’ costante: la passione per il disegno. La mostra a Palazzo Ducale ha raccolto circa duecento suo lavori- opere di grafica pubblicitaria, interpretazioni eclettiche di spazi architettonici, iconici ritratti di personaggi famosi ecc. "Ripercorrere le tappe della vita artistica di nostro padre – dice la figlia Marta architetto- attraverso la selezione delle sue produzioni creative, è stato emozionante e d'ispirazione. Era uno studioso trasversale dell'arte e dell'architettura che ha preso spunto da personaggi come Mies van der Rohe e l'italiano Carlo Scarpa, dando vita ad un modello architettonico personale e ancora oggi sorprendentemente attuale".  

facebook.com/EttoreVeruggio

Il convegno Creatività e Committenza, prendendo spunto dai lavori creativi di Ettore Veruggio realizzati in dialogo con committenti importanti, ha posto al centro il tema del dialogo creativo tra committenza e progettisti, relazione indispensabile e sinergica per arrivare a creare prodotti di successo.

Tra i relatori, Daniela Fantini che ha parlato della relazione costruttiva tra designer e azienda iniziata con il progetto della serie I Balocchi, disegnata da Davide Mercatali e Paolo Pedrizzetti alla fine degli anni settanta e mai interrotta da allora.

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